Museo della Latteria


Progetto Interreg IV Italia-Austria - "TRANSMUSEUM" Rete museale transfrontaliera per la promozione dello sviluppo sostenibile

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CATALOGO ON-LINE

VIsualizzazione schede di catalogazione dei beni demoetnoantropologici elaborate dalla regione del veneto

 

Il patrimonio culturale custodito nel Museo Latteria di Lozzo di Cadore è stato parzialmente catalogato con i fondi del Progetto "Transmuseum - Rete museale transfrontaliera per la promozione dello sviluppo sostenibile", cod. 3741, finanziato dal Programma Operativo Interreg IV Italia Austria. Per visualizzare le schede prodotte nell'ambito del progetto, è sufficiente digitare il termine "transmuseum" nel campo ricerca libera.



Apertura museo

Luglio e agosto

Tutti i giorni dalle 17,00 alle 19,00 - Chiuso il lunedì

Tutti i sabato: Visita guidata alla Roggia dei Mulini e al Museo della Latteria, con ritrovo davanti l'Ufficio Turistico alle ore 9,00

Per partecipare è necessaria la prenotazione presso la Pro Loco Marmarole - Ufficio Turistico - Piazza IV Novembre - Tel. 0435.76051

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La latteria Sociale di Lozzo di Cadore porta con sé la storia di un passato agricolo e rurale del nostro territorio dove l'economia di basava principalmente sull'allevamento del bestiame, sulla lavorazione del latte, sull'agricoltura e sul legname. Dagli anni '60-70 l'economia si è trasformata ed il Cadore è diventato una zona industriale con l'occhialeria e ha abbandonato le tradizioni rurali millenarie.
Per questo la Latteria Sociale oggi diventa museo: per far vedere ai giovani e a quelli che vogliono conoscere il nostro territorio un pezzo di vita del passato attorno a cui ruotava tutta la gente che viveva in paese e che si nutriva prevalentemente dei prodotti ottenuti dal latte. Oggi i tempi sono cambiati, ma la latteria porta con sé il fascino delle "buone cose" di un tempo che si sta sempre più allontanando.
La Latteria Sociale di Lozzo di Cadore nasce come società il 6 ottobre 1884 per l'esigenza della popolazione di lavorare il latte prodotto dagli animali allevati in paese, per ottenere formaggio (formai), burro (butiro) e ricotta (puina). Prima del 1884 il latte veniva portato a casa di qualche esperto che viveva in paese e che aveva l'attrezzatura necessaria. Nell'anno della fondazione a Lozzo vi erano 563 bovini e 642 animali minuti (capre e pecore) e nel 1970 dal libro dei soci risultano 400 mucche il cui latte veniva lavorato ogni giorno in latteria. Dopo quella data, molto velocemente, la gente del paese ha cessato di allevare gli animali e di portare il latte in latteria, tanto che nel 1984 l'attività è stata chiusa.
La prima Latteria Sociale cominciò a funzionare il 4 novembre 1884 presso la casa Fuga della famiglia Del Puppo.
Nel 1892 La Latteria venne trasferita nell'edificio situato nella piazza centrale del paese (Lataria vecia) edificato grazie all'impegno e alla manodopera gratuita fornita dai soci.
Nel 1962 la Lataria vecia venne ceduta alla Parrocchia in cambio della nuova sede in località Medavila, ora sede del Museo.
L'attrezzatura degli anni '60 permetteva di lavorare fino a 25 quintali di latte al giorno e dal libro della latteria risultava in media una lavorazione di 10 quintali al giorno.


Nuovo allestimento

Il 24 aprile 2010 è stato inaugurato il nuovo allestimento del Museo della Latteria.
Si tratta di un Museo vivo che consente di toccare con mano la storia dell’economia di Lozzo che fino agli anni ’60 del secolo scorso era incentrata sull’allevamento del bestiame e sulla lavorazione del latte.
Il nuovo allestimento racconta degli alpeggi di Pian dei Buoi, di vacche, pecore e capre. Racconta della nascita della Latteria Sociale nel 1884 e dei suoi prodotti di eccellenza.
Con l’arrivo dell’industrializzazione e la chiusura della Latteria Sociale è maturata la volontà di non dimenticare le radici socio-economiche della comunità ed è sorta l’Associazione Latteria Sociale con lo scopo di sviluppare e diffondere la cultura e le tradizioni locali tramite attività culturali, ricreative, sportive, assistenziali ed educative.
Ed è stato proprio merito dell’Associazione che nel 1997 è stato aperto il primo nucleo del Museo che adesso ha raggiunto un livello di completezza ottimale sul piano culturale, didattico e scientifico.
Un progetto, quello inaugurato sabato 24 Aprile 2010, frutto della partecipata e costruttiva condivisione tra l’Associazione Latteria Sociale di Lozzo di Cadore, l’Amministrazione comunale, e gli esperti che hanno garantito il substrato scientifico all’itinerario museale.
Il Museo della Latteria sarà un altro punto di riferimento per la comunità di Lozzo che desidera mantenere in vita le radici della sua storia.
Un motivo di orgoglio per tutti dal momento che l’iniziativa racconta, attraverso oggetti, documenti e fotografie, un patrimonio che è di tutti e che potrà arricchirsi ulteriormente.
Il merito del Museo deve essere riconosciuto soprattutto all’Associazione, a tutti i suoi componenti a cominciare dal Presidente che, con generosità e dedizione, hanno perseguito tenacemente il traguardo.
Il progetto è stato realizzato grazie alla generosa partecipazione finanziaria di tanti Enti a cominciare dalla Comunità Montana Centro Cadore, alla Fondazione Cariverona, al Consorzio dei Comuni BIM, fino alla Comunità Europea.
Il Museo non rappresenta solo un’ importante operazione di recupero storico e un’ offerta culturale che ha le carte in regola per diventare un’opportunità turistica ma anche un punto di riferimento capace di stimolare un intelligente e progettuale ritorno a quelle attività legate alla terra che potrebbero tornare ad offrire interessanti occasioni di lavoro.

L’edificio, la collezione, l’archivio


Il Museo della Latteria di Lozzo è ospitato nei locali della ex caseificio di Lozzo di Cadore. Si tratta di un edificio risalente agli anni ‘50-’60 del XX secolo. Il caseificio della latteria sociale fu trasferito qui, dalla sede originaria, nel 1962. Internamente sono stati conservati in parte l’originaria disposizione dei locali e gli arredi.
L’intervento museologico degli anni 2009/2010 ha avuto come obbiettivo coniugare un chiaro e ragionato itinerario espositivo, con il recupero e la conservazione di quanto è rimasto attualmente della originaria latteria.
La collezione del Museo è formata da attrezzature e strumenti di epoca diversa, in parte provenienti dalla “antica latteria”, antecedente agli anni ’60, e in parte risalenti agli ultimi decenni di attività del caseificio (1962-1985). Altri attrezzi e materiali provengono da donazioni o prestiti privati.
La presenza di due moderne caldaie in rame, delle vasche di refrigerazione del latte e di altri arredi nell’assetto originario hanno suggerito di tracciare il percorso museologico partendo da questi elementi fortemente connotanti anche dal punto di vista dell’allestimento. Gli attrezzi e gli oggetti più antichi sono stati organizzati in maniera da restituire la storia della Latteria di Lozzo e dell’evoluzione delle tecniche di produzione dei latticini.
Fa parte della collezione del Museo anche un gruppo di oggetti relativi alle attività di alpeggio praticate nel Comune di Lozzo.
È di pertinenza del Museo anche l’archivio della Società della Latteria, recentemente inventariato. I documenti in esso conservati, oltre che rappresentare uno strumento indispensabile per conoscere la storia del caseificio, sono stati in parti esposti al Museo in originale o riprodotti.
Si tratta di un amplio carteggio di corrispondenza varia, di elaborazioni statistiche, di documenti relativi alla gestione degli alpeggi e della stazione di monta taurina, di registri contabili e altro.


Il percorso museale


La visita al museo segue il "percorso" effettuato un tempo dal latte: dalla raccolta, alla trasformazione, fino al deposito e conservazione del prodotto trasformato.
Una targhetta o una scritta sul muro indicano al visitatore la destinazione d’uso originaria delle singole sale.
La collezione comprende attrezzi relativi all'attività della lavorazione del latte, pannelli esplicativi, documenti e video.
Il percorso espositivo si snoda attraverso quattro sale, al cui interno sono conservati gli strumenti legati alla lavorazione e trasformazione del latte, attività tra le più diffuse nel passato rurale cadorino, in cui l’economia si basava sull’agricoltura, l’allevamento del bestiame e la pastorizia.
Il nuovo allestimento è contraddistinto da pareti e arredi di colore bianco, un chiaro riferimento al latte, e una netta contrapposizione tra l’elemento antico e la componente moderna.
Interessante la soluzione per comprendere come venivano conservate le forme per la stagionatura: in una piccola stanza chiusa a chiave (nel deposito poteva entrare solo il casaro) è stata realizzata una riproduzione fotografica visibile solamente attraverso degli spioncini esterni in cui guardare.
La mostra è accessibile anche ai portatori di handicap.


Organizzazione degli spazi espositivi


Sala 1
La sala accoglienza del museo coincide con la sala di ricevimento e raccolta del latte. Nella sala vengono fornite informazioni sui caseifici bellunesi, la loro storia e in particolare sul ruolo svolto da queste società cooperative all’interno delle comunità locali. Spesso le latterie non si sono limitate ad essere un luogo di produzione, ma hanno rappresentato un punto di riferimento per l’organizzazione e il miglioramento delle attività di allevamento locali. Una funzione fondamentale quella delle latterie, in una società contadina di montagna che ha affidato buona parte della propria sopravvivenza alle attività agricole e di allevamento. L’affetto e l’orgoglio con il quale le comunità locali conservano la memoria di queste istituzioni sono un segno forte del ruolo rappresentativo di un ‘Museo della Latteria’.
Sala 2
Originalmente questa stanza era destinata alla pesatura del latte e alla sua refrigerazione in appositi recipienti introdotti in “fontane” di cemento con acqua corrente. A tutt’oggi sono conservate nel locale la fontana, che si sviluppa lungo tre pareti, e una grande bilancia, fissata al pavimento e al soffitto. Questi due elementi permettono quindi di identificare chiaramente la destinazione d’uso originaria del locale.
Gli oggetti e gli strumenti di lavoro di questa sala e delle sale successive sono situati nella loro collocazione originaria.
Sala 3
Questa sala, centrale, è la più grande. Al centro sono presenti due moderne vasche per preparare il formaggio, addossata a una parete c’è una vasca in cemento per l’acqua corrente, altri arredi sono i piani di lavoro per la preparazione del formaggio e la lavorazione dei pani di burro, una grande pressa in ghisa, una bilancia per pesare le forme di formaggio.
La storia della latteria prosegue. La presenza di oggetti di epoche differenti segnano l’evoluzione dei sistemi di produzione dei latticini ed evidenziano il ruolo che le latterie hanno avuto nel migliorare la produzione casearia, professionalizzando la figura del casaro e cercando di introdurre tecniche più moderne nella lavorazione del latte.
Le fasi di lavoro principali realizzate in questa sala erano la produzione del formaggio, del burro e della ricotta. Vengono forniti anche alcuni dati relativi alla quantità di formaggio prodotto annualmente nella latteria, la sua destinazione d’uso (domestica o per la vendita), la qualità e le caratteristiche tipologiche dei prodotti.
Come nella sala precedente il percorso museologico principale è determinato dalla presenza di strumenti, attrezzi e oggetti in uso nel caseificio a partire dagli anni ’60. Gli oggetti di uso domestico o proveniente dalla “vecchia” latteria e non più utilizzati dopo il ‘60 sono esposti in uno spazio a sé stante in sinergia con il percorso principale.
Sala 4
In questo spazio relativo al fase di salatura, stagionatura del formaggio e alla distribuzione dei prodotti ai soci, si conclude il percorso sull’attività casearia. Si tratta di un piccolo spazio esito di un intervento di riduzione della superficie originaria della Latteria. La narrazione della storia delle Società delle Latterie del Cadore e di Lozzo si conclude.
Sala 5
La sala è dedicata ad una breve presentazione delle attività d’alpeggio. Uno spazio a sé stante, dove si racconta la mobilità della popolazione e degli animali in una prospettiva allargata a tutto il Centro Cadore. L’attenzione viene posta sui differenti sistemi organizzativi nei vari paesi del centro Cadore in tema di pascolo di piano, pre-alpeggio e alpeggio.
Le attività d’alpeggio e l’organizzazione delle malghe vengono narrate prendendo a esempio il Comune di Lozzo.
Sala mostre temporanee La sala rappresenta un aspetto importante nelle attività di un museo per la realizzazione di mostre a tema.

Nelle Sale 2 - 3 e nella Sala mostre temporanee, vi sono tre display che raccontano, attraverso interviste ad allevatori e casari, l’attività di lavorazione del latte, l'allevamento e l'alpeggio.

 


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